Il forno può ufficialmente tornare in servizio. Dopo settimane in cui anche solo l’idea di accenderlo in Puglia sembrava un gesto di ostilità verso se stessi, è finalmente tornato quel fresco che ci permette di guardarlo senza rancore. Ma prima di archiviare definitivamente le cheesecake senza cottura, ne ho ancora una da mettere in tavola. E, giuro, vale la pena arrivare fino all’ultimo cucchiaino.
La protagonista è una cheesecake Raffaello, tutta cocco e cioccolato bianco, cremosa come poche, fresca e con quella base croccante alle mandorle che fa subito pensare al famoso cioccolatino dalla confezione candida. È l’ultima della piccola serie di cheesecake che vi hanno accompagnato nelle ultime settimane, nate soprattutto per una ragione molto semplice: con quelle temperature, accendere il forno era un atto di coraggio che non mi sentivo di chiedervi.
E per il gran finale ho deciso di cambiare anche look. Dopo avervi mostrato tecniche e piccoli trucchi per ottenere bordi perfetti e lisci, questa volta la cheesecake arriva volutamente senza bordi. Niente riposi in frigo e capovolgimenti, niente spatoline chirurgiche e soprattutto niente ansia da “oddio, si è rovinato un millimetro”.
Il procedimento è semplice, ma qualche dettaglio tecnico fa la differenza. Per la crema utilizzate un latte di cocco denso e cremoso, non una bevanda al cocco liquida: la consistenza è fondamentale per ottenere quella texture così particolare. Il cioccolato bianco va incorporato quando è tiepido, mentre la gelatina, una volta idratata, deve essere sciolta in una piccola parte della crema senza portarla a ebollizione. Infine, abbiate pazienza: le 12 ore di riposo in frigorifero non sono una formalità, ma servono a dare alla cheesecake il tempo di assestarsi e raggiungere la consistenza giusta.
Per completarla, una generosa cascata di cocco rapé e dodici Raffaello disposti sul perimetro: perché, dopo aver rinunciato ai bordi perfetti, almeno qualcosa doveva pur essere esagerato.
È l’ultima cheesecake fredda dell’estate. Ma la crema è talmente morbida, vellutata e scioglievole che il rischio concreto è dimenticare completamente che doveva essere l’ultima.


