Crostata Aura

La crostata Aura non nasce da una ricetta. Nasce da un tramonto (quasi) estivo.
Di quelli che ti sorprendono mentre stai già pensando ad altro. Un cielo che passa dal giallo dorato al rosa pesca, fino a sfumare nel viola più delicato. Un momento che dura pochi minuti ma che riesce a imprimersi nella memoria molto più a lungo di qualsiasi fotografia.
E così, anziché inseguire il tramonto con una macchina fotografica, questa volta ho deciso di metterlo dentro una crostata.

La prima cosa che colpisce è la frolla: un piccolo quadro astratto dipinto con sfumature di giallo, pesca e viola. Nessuna geometria perfetta, nessuna linea rigida. Perché la natura, quando dà il meglio di sé, raramente usa il righello.

Poi arriva il profumo. Quello caldo del frangipane alle mandorle che in forno avvolge la cucina e attira curiosi come una calamita. All’interno, lamponi e cubetti di albicocca vengono incastonati nell’impasto prima della cottura: un dettaglio che non è soltanto estetico. Durante la permanenza in forno la frutta rilascia parte dei propri succhi, mantenendo il frangipane incredibilmente morbido e creando piccole esplosioni di gusto a ogni fetta.

La superficie è un gioco di contrasti e consistenze. Righe alternate di confit al lampone e all’albicocca attraversano la crostata come pennellate di colore, mentre altra frutta fresca emerge qua e là, quasi fosse affiorata spontaneamente. A questo punto sarebbe già buonissima così, ma io ho voluto strafare. Del resto, quando mai mi sono fermata un passo prima della perfezione? E allora ecco gli spuntoni di ganache montata alla vaniglia: leggeri come nuvole, capaci di aggiungere volume, cremosità e una nota lattica che accompagna l’acidità del lampone senza mai coprirla.

Dal punto di vista tecnico, Aura è una crostata costruita sull’equilibrio. La dolcezza rotonda dell’albicocca, l’acidità vibrante del lampone, la ricchezza del frangipane e la delicatezza della vaniglia si rincorrono senza che nessun elemento prevalga sugli altri. È il genere di dolce che cambia leggermente percezione a ogni boccone.

Il mio consiglio? Servitela a una temperatura compresa tra i 14 e i 16 gradi. Troppo fredda e la ganache perderà parte della sua setosità; troppo calda e i profumi risulteranno meno definiti. Se conservata in frigorifero, è bene estrarla 5-10 minuti prima del servizio.

Si mantiene perfettamente per due giorni, ma dubito che arriverà così lontano. Le statistiche raccolte nelle mie cucine dicono che la durata media di una Crostata Aura davanti a un gruppo di amici affamati è di circa diciassette minuti. Diciotto se qualcuno si ferma a fotografarla.
E forse è proprio questo il bello di certi dolci: nascono per essere ammirati, ma sono progettati per scomparire.

Ingredienti

Pâte sucrée colorata:
90 g burro (freddo a dadini)
20 g polvere di mandorle
55 g zucchero a velo
150 g farina 00 (W debole)
35 g uovo
1 puntina di colorante viola liposolubile
1 puntina di colorante rosso liposolubile
Frangipane alle mandorle con frutta:
50 g burro (a pomata)
50 g zucchero
50 g polvere di mandorle
50 g uovo
6 lamponi freschi
1 albicocca (tagliata a dadini)
Confit di lamponi:
150 g purea di lampone
35 g zucchero semolato
4 g pectina NH
10 g succo di limone
Confit di albicocche:
160 g purea di albicocca
30 g zucchero semolato
4 g pectina NH
8 g succo di limone
Ganache montata alla vaniglia:
125 g panna fresca (I)
50 g cioccolato bianco
2 g gelatina in fogli (Pane Angeli)
10 g acqua fredda (per idratare gelatina)
125 g panna fresca (II)
1 baccello vaniglia (semi)
Extra:
lamponi freschi qb
albicocche fresca qb

Preparazione

Pâte sucrée colorata: in una planetaria con la frusta a foglia, lavorate il burro con lo zucchero a velo e la polvere di arachidi. Aggiungete l’uovo, il sale e la farina poco alla volta. Dividete l’impasto in tre panetti e colorate due di questi rispettivamente con colorante viola e rosso.
Create una trama fantasiosa, per esempio intrecciando dei cilindri di pasta presa da ciascun panetto.
Poi stendete tra due fogli di carta da forno allo spessore di 0,3 cm e lasciate riposare in frigorifero per almeno 1 ora.
Rivestite un ring microforato del diametro di 18 cm e altezza 3,5 cm. Riponete in congelatore per almeno 4 ore, meglio se tutta la notte.
Cuocete in forno preriscaldato ventilato a 170 °C per 12 minuti.
Fate raffreddare.

Frangipane alle mandorle con frutta: mescolate tutte le polveri con il burro e poi aggiungete l’uovo. Amalgamate bene quindi trasferite il composto in una sac à poche con bocchetta liscia.
Dressate la crema di mandorle nel guscio di frolla e livellate con una spatola. Sistemate la frutta nel frangipane.
Cuocete nuovamente, alla stessa temperatura, questa volta per 13-15 minuti.
Rimuovete il guscio di frolla dallo stampo.

Confit di lamponi: mescolate a secco la pectina con lo zucchero in modo da evitare la formazione di grumi. Scaldate i lamponi precedentemente frullati (potete usare anche purea) in un pentolino fino a circa 40–50 °C, quindi tiepida ma non bollente. Aggiungete lo zucchero mescolato con la pectina a pioggia, continuando a mescolare con una frusta. Portate il composto a bollore e fatelo cuocere per circa uno o due minuti, sempre mescolando. A questo punto unite il succo di limone, amalgamate bene e togliete dal fuoco. Private dei semi, versate in un contenitore basso oppure in una sac à poche e lasciatelo raffreddare completamente fino a raggiungere una consistenza adatta alla decorazione.

Confit di albicocche: mescolate lo zucchero con la pectina NH in modo accurato, così da evitare la formazione di grumi quando lo incorporerete nella purea.
Riscaldate la purea di albicocca fino a circa 40–45°C, poi aggiungete a pioggia il mix di zucchero e pectina mescolando continuamente con una frusta.
Portate il composto a bollore e lasciatelo cuocere per circa un minuto, continuando a mescolare in modo costante, così da attivare correttamente la pectina e ottenere una consistenza stabile e lucida.
Togliete dal fuoco e aggiungete il succo di limone, che aiuterà a stabilizzare il colore e a bilanciare la dolcezza naturale dell’albicocca.
Versate il confit in un contenitore basso oppure in una sac à poche e lasciatelo raffreddare completamente fino a raggiungere una consistenza adatta alla decorazione.

Ganache montata alla vaniglia: mettete la gelatina a idratare nell’acqua indicata. Portate la panna a sfiorare il bollore (80°C) e versatela sul cioccolato, la vaniglia e la gelatina precedentemente reidratata e strizzata. Passate il tutto con un mixer a immersione fino a ottenere un’emulsione lucida e omogenea.
Incorporate la restante panna fredda e mescolate accuratamente. Coprite la superficie con pellicola a contatto e lasciate riposare in frigorifero per almeno 12 ore. Una volta ben fredda, montate la preparazione con le fruste fino a raggiungere una consistenza leggera e ariosa.
Trasferite in una sac à poche con bocchetta liscia media.

Montaggio: con due differenti sac à poche, alternate righe di confit di lamponi e albicocche, sulla superficie del frangipane:
Sistemate all’interno del confit alcuni lamponi e dadini di albicocca freschi.
Terminate decorando con degli spuntoni di ganache montata alla vaniglia e frutta fresca.
Con il confit di lamponi eccedente riempite gli stessi lamponi sulla superficie del dolce.

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